Il segreto n.2 dell'escapologia fiscale

Il tuo Commercialista deve essere un ragioniere.

SEGRETO In questo segreto si “svela” in breve come gestire il rapporto con il proprio commercialista, a cui non si devono addossare le colpe di aver pagato “troppe tasse”, facendo sì che questi riceva in “tempo utile” le “informazioni giuste” e che gli si faccia visita periodicamente. L’imprenditore disinibito dovrebbe inoltre tenere (o far tenere?) una contabilità aggiornata mensilmente, dotarsi di un budget previsionale (per cui consiglia un prodotto di un sito web “satellite”) per consentire una pianificazione delle azioni da intraprendere.

COMMENTO Il “segreto”, come pochi altri leciti, rappresenta una raccolta sommaria di consigli di “buon senso”, a dir la verità scritti con prosa incerta e punteggiatura fantasiosa.

Premettiamo che un buon commercialista non si occupa riduttivamente di tenuta della contabilità e adempimenti fiscali, ma, secondo le proprie inclinazioni, anche di pianificazione fiscale, strategia, startup d’impresa, contenzioso tributario e molte altre attività, che possono risultare utili all’imprenditore. E’ piuttosto chiaro a qualsiasi commercialista o imprenditore “serio” (disinibito o meno), ed anche ad uno studente di ragioneria di medio profitto, che chi esternalizza la tenuta della contabilità e l’assolvimento dei connessi adempimenti fiscali, non possa completamente disinteressarsi della gestione contabile e fiscale, “tanto c’è il commercialista”.

E’ necessario perciò che l’imprenditore, tra le altre cose, consegni periodicamente e tempestivamente la documentazione contabile da elaborare, inclusa auspicabilmente la prima nota, e, visto che il professionista esterno non ha il dono dell’ubiquità, tenga al corrente dei fatti aziendali rilevanti e comunichi qualsiasi ulteriore informazione utile per consentire allo stesso di fornire un servizio adeguato (incluse eventuali “contromisure” tempestive).

Molti dei consigli riportati nel segreto altro non sono che veri e propri “Diritti e Obblighi del Cliente” ai sensi dell’articolo 6 lettere b), c), d) del modello tipo di Lettera d’Incarico predisposto dalla Fondazione Nazionale Dottori Commercialisti nel Documento n° 25 del novembre 2013, che qui riportiamo a beneficio del lettore: “b) Il Cliente ha l’obbligo di far pervenire tempestivamente presso lo studio del Professionista la documentazione necessaria all’espletamento dell’incarico. [Nelle prestazioni continuative si suggerisce di redigere un allegato in cui specificare modalità e termini di consegna della documentazione]. A tal fine, il Professionista dichiara e il Cliente prende atto che la legge prevede termini e scadenze obbligatori per gli adempimenti connessi alla prestazione professionale indicata in oggetto. La consegna della documentazione occorrente alla prestazione professionale non sarà oggetto di sollecito o ritiro da parte del Professionista, che, pertanto, declina ogni responsabilità per mancata o tardiva esecuzione dell’incarico dovuta al ritardo, incuria o inerzia da parte del Cliente. Il Cliente e il Professionista convengono che la documentazione ricevuta è conservata dal Professionista fino alla conclusione dell’incarico. c) Il Cliente deve collaborare con il Professionista ai fini dell’esecuzione del presente incarico consentendo allo stesso ogni attività di accesso e controllo dei dati necessari per l’espletamento dell’incarico. d) Il Cliente ha l’obbligo di informare tempestivamente il Professionista su qualsivoglia variazione che abbia inerenza all’incarico conferito mediante atti scritti.”

Nella realtà dei fatti il commercialista si può trovare alle prese con uno o più clienti per così dire “indisciplinati”, che non rispettano né gli Obblighi della lettera d’incarico né tantomeno seguono questo segreto dell’Escapologo. Possiamo quindi concludere relativamente a questi clienti “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

A cura di Tiziano D’Angelo – ODCEC Padova