Il segreto n.22 dell'escapologia fiscale

Regalie o spese di rappresentanza

SEGRETO In questo «segreto» andremo a fondo su questo argomento spiegando bene i limiti di applicabilità e le modalità con cui gli imprenditori disinibiti ne fanno uso. Giovanni ….. acquista i regali e si fa fare la fattura alla sua azienda, pagando con la carta di credito aziendale e deduce integralmente il costo…. e confida sul fatto che qualora gli vengano a fare un controllo, nessuno contesterà… In merito invece a tutti quei regali che superano i 50€/unità, Giovanni ha 2 soluzioni: -Si mette d’accordo con il negoziante e fa incrementare il numero di unità, abbassando il prezzo del singolo pezzo; -Deduce il costo di quei regali come spese di rappresentanza, in base ai limiti che abbiamo già visto nell’introduzione.

COMMENTO Mi piacciono i segreti. E soprattutto mi piace quando me li svelano! Ma cos’è un segreto? Qualcosa di tenuto appartato, separato. Qualcosa di diverso insomma, lontano dall’ordinario. Sì, è così. Il segreto è un fatto o un argomento conosciuto da pochi e magari rigorosamente precluso ad altri. Per varie ragioni, non sempre nobili. Ci sono segreti di Stato, segreti militari, segreti di Fatima e anche “i segreti di Pulcinella”… Di quest’ultima categoria ritengo faccia parte il segreto che mi accingo ad analizzare.

Secondo questo “segreto” dal titolo “Regalie o spese di rappresentanza”, gli imprenditori disinibiti chiedono di modificare la descrizione della fattura indicando un numero di unità maggiori rispetto a quelle reali acquistate al fine di avere un documento che evidenzi importi singoli inferiori al limite massimo di deducibilità previsto dalla Legge. Si confida inoltre sul fatto che gli Uffici accertatori non contesteranno se vengono a fare un controllo per l’esiguità degli importi dedotti rispetto al volume d’affari.

Forse l’imprenditore disinibito confida di incontrare un altro imprenditore disinibito perché soltanto un contribuente male informato e incosciente delle conseguenze amministrative e dei possibili sviluppi penali potrebbe accogliere questo consiglio.

Confidare nella tolleranza degli Uffici di fronte ad un controllo è come sperare di non bagnarsi camminando sotto la pioggia.

E’ bene ricordare che gli Uffici non sono “disinibiti”, ma applicano la Legge e che di fronte alle dichiarazioni infedeli, ai documenti artefatti o a qualunque altra violazione fanno ciò de devono fare: riprendono a tassazione e, se sussistono i presupposti, trasmettono gli atti alla Procura della Repubblica.

Alla presenza di dichiarazione infedele se è indicato, ai fini delle singole imposte, un reddito o un valore della produzione imponibile inferiore a quello accertato si applica la sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta elevata dal 135% al 270% quando la violazione è realizzata mediante l’utilizzo di documentazione falsa o per operazioni inesistenti, mediante artifici o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente (d.lgs. n. 158/2015).

E’ proprio il caso di dire all’imprenditore disinibito: Tanti carissimi auguri!

A cura di Simona Fabiola Petrachi – ODCEC Lecce