Il segreto n.23 dell'escapologia fiscale

Escort e servizi di accompagnamento

SEGRETO Il titolo di questo «segreto» la dice già abbastanza lunga, e dobbiamo ammettere che è anche un po’ maschilista, però con un po’ di fantasia anche le signore sapranno come sfruttare il «segreto» qualora ne avessero bisogno, che ne so, magari per un Addio al Nubilato!

Il segreto suggerisce di farsi fare la fattura ma in Italia non è possibile farlo a meno che non ci rivolga ad agenzie specializzate Il segreto suggerisce agli imprenditori disinibiti, nel caso in cui il prestatore/la prestatrice non ha la P.IVA, di farsi fare una ricevuta di prestazione occasionale come servizi svolti per l’azienda. Fino a 1.000€ il pagamento può avvenire in contanti e di conseguenza l’azienda porta in deduzione completamente anche le scappatelle dell’imprenditore, confidando che per qualche centinaio di euro al mese l’Agenzia, in fase di controllo non contesterà una prestazione occasionale per dei servizi di hostess/steward /accompagnamento o semplicemente pulizie? L’imprenditore disinibito sa che deve versare il 20% di ritenuta fiscale, ma beneficia comunque di un vantaggio fiscale superiore al 50% quindi gli torna comunque vantaggioso.?

COMMENTO L’ilarità scorre solamente alla lettura, ilarità che poi si trasforma in un vero e proprio fiume di bestialità.

In primis, mi immagino l’imprenditore disinibito che chiede il codice fiscale alla escort/gigolò e si fa rilasciare ricevuta per prestazione occasionale, apponendo la marca da bollo da 2,00 qualora la somma sia superiore ai 77,47 euro.

In aggiunta voglio immaginarmi quale mirabolante prestazione scriverà (o farà scrivere in tale ricevuta), pagando il 25% in più del prezzo pattuito (da quello che mi risulta in tali trattative il prezzo pagato è un netto e conseguentemente va maggiorato del 25%).

Quindi ipotizzando una Srl, il presunto risparmio è del 27,5% (le ricevute per prestazioni occasionali sono indeducibili IRAP) pagando il 25% in più: un vero genio (tecnicamente il risparmio potenziale è del 9,375% per il 2016 e con la riduzione di aliquota dal 2017 ridotto al 5%).

Senza dimenticarsi che poi va indicato nel modello 770, con la conseguenza che qualora il percettore/percettrice superi la soglia di esenzione, debba presentare la dichiarazione dei redditi.

E nel caso in cui non lo faccia possa essere passibile di accertamento e vi immaginate il disinibito a dover dare spiegazioni alla propria moglie/marito: in tal caso forse il potenziale beneficio potrebbe essere inferiore ai costi di separazione con addebito, ma l’escapologo pensa SOLO a far ridurre le tasse.

Senza mai dimenticarsi che al vaglio di un qualunque accertatore di bassa preparazione non potrebbe sfuggire tale ricevuta che potrebbe difettare di inerenza nonché il contenuto del documento sarebbe emesso con descrizione diversa rispetto a quella svolta, realizzando un capolavoro.

L’escapologo riesce a far scivolare nel penale (!) anche il mestiere più vecchio del mondo, che in Italia non è reato: facendo compilare un documento per prestazione inesistente in modo che nel reato ci finisce sia lei/lui a norma dell’art. 8 della legge 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) che l’utilizzatore/imprenditore disinibito per l’art 2 del 74/2000.

A cura di Stefano Capaccioli – ODCEC Arezzo e Filippo Mangiapane – ODCEC Perugia