Il segreto n.24 dell'escapologia fiscale

Al lavoro sempre spettinato

SEGRETO In questo «segreto» parliamo del rapporto che gli imprenditori disinibiti hanno con l’estetica. Molto probabilmente ad ogni imprenditore capita di dover andare ad una cena aziendale e doversi fare bello/a per l’occasione. Magari a qualcun altro invece capita di dover tenere un corso di formazione per la sua azienda. In generale comunque, soprattutto per le imprenditrici, un passaggio dal parrucchiere prima di questo genere di eventi è praticamente obbligatorio. Ovviamente gli imprenditori disinibiti non riempiono la loro contabilità di fatture dei centri estetici e parrucchieri, ma di certo fanno in modo che anche questi costi, seppur minori, rientrino nelle spese di rappresentanza.

COMMENTO Secondo questo segreto, gli imprenditori disinibiti fanno in modo che le fatture del parrucchiere e del centro estetico rientrino nelle spese di rappresentanza … La messa in piega dell’imprenditore è una spesa di rappresentanza???

Le spese di rappresentanza (art. 108 c. 2 DPR 917/86) sono costi sostenuti al fine di promuovere e consolidare gli affari dell’impresa, in altre parole sono tutti quei costi sostenuti per rafforzare l’immagine dell’impresa stessa (classico esempio l’organizzazione di un convegno). Inoltre devono avere determinate caratteristiche: una di queste è l’inerenza. Infatti, sono inerenti quelle spese effettivamente sostenute per l’ erogazione di beni e servizi, a titolo gratuito, per i clienti effettivi e potenziali, con l’obiettivo di generare benefici economici, anche eventuali, per l’impresa.

Premesso ciò, la spesa del parrucchiere o dell’estetista è una spesa prettamente personale, in quanto difetta del principio di inerenza (art. 109 c. 5 DPR 917/86) e non è rivolta a migliorare l’immagine dell’impresa, ma è solo una spesa finalizzata a migliorare l’immagine dell’imprenditore.

Anche il meno esperto degli accertatori non farebbe passare la spesa per la messa in piega come spesa di rappresentanza e il presunto risparmio suggerito dall’escapologo fiscale, sarebbe totalmente azzerato con l’aggiunta di sanzioni. Non parliamo poi di un contenzioso: molto più oneroso di una bella acconciatura!

Anche questo segreto insomma invita ad inserire in contabilità costi non inerenti sperando che nessuno venga mai a verificare. Ma non appena un verificatore mette l’occhio sui documenti, la ripresa fiscale con tanto di interessi e sanzioni è pressoché certa.

A cura di Manuela Amici – ODCEC Roma