Il segreto n.45 dell'escapologia fiscale

BVI, Ungheria, Slovenia o Tunisia?

SEGRETO In questo “segreto” (da leggersi in abbinamento al successivo sull’esterovestizione) viene trattata la possibilità per le imprese di trasferirsi o comunque organizzarsi all’estero stabilendosi in paesi a bassa fiscalità.

COMMENTO La cosa che stupisce è l’assoluta assenza di contenuto rispetto al titolo. Nel titolo sono riportati alcuni paradisi fiscali e paesi a bassa fiscalità, mentre il testo è un concentrato di ovvietà.

In ogni caso, analizziamolo per vedere se è solo ovvio ovvero nasconda tra le righe qualche contenuto concreto.

L’affermazione che quasi tutti i Paesi del mondo offrono benefici fiscali rispetto all’Italia è affermazione superficiale, dato che è generica e non specifica e visto che non tiene in considerazione i diversi livelli di tassazione tra persone fisiche (individual tax rate) e redditi di impresa (per semplificazione corporate tax).

Per fare un esempio il nominal corporate tax rate è più elevato in USA, Brasile, Belgio, Messico, Germania, Lussemburgo, Australia mentre l’individual nominal tax rate dipende dalla progressività o meno.

Questo segreto nasce pertanto da una contraddizione di fondo: pianificazione fiscale o internazionalizzazione dell’impresa?

La scelta del paese più adatto alle esigenze senza alcun riferimento se si tratti di esigenze commerciali, produttive o di altro genere, denota la superficialità della trattazione, rimandando a professionisti esperti senza dire alcunché, sottacendo sui principi alla base della fiscalità internazionale. Tale segreto può quindi essere di buon diritto bollato come elucubrazione inconsistente ed assolutamente inutile.

A cura di Stefano Capaccioli – ODCEC Arezzo