Il segreto n.5 dell'escapologia fiscale

Anche il partner può essere scaricato dalle tasse

SEGRETO In questo «segreto» l’Escapologo illustra i presunti numerosi vantaggi fiscali derivanti dall’avere, con la formula del lavoro dipendente o del socio, il/la proprio/a coniuge in azienda. Tra i vantaggi annovera la suddivisione degli utili per godere di aliquote impositive più basse nonché la possibilità di dedurre dal reddito spese tipo il soggiorno in una SPA sulle Dolomiti facendolo diventare una riunione di strategia aziendale o un’assemblea o l’affitto (correttamente locazione) di un immobile per l’esplorazione di un mercato estero.

COMMENTO Mi si perdoni il bisticcio di parole ma questo ”segreto” di segreto ha solo il nome.

Avere il proprio coniuge alle dipendenze dell’azienda non sempre è fonte di risparmio fiscale. Premesso che ovviamente il rapporto di lavoro subordinato deve effettivamente esistere e non deve trattarsi di una assunzione fittizia onde evitare che in sede di accesso i verificatori disconoscano il rapporto e riprendano a tassazione le somme indebitamente dedotte, è opportuno ricordare che nel caso in cui l’attività d’impresa sia svolta sotto forma di ditta individuale o di lavoro autonomo (lo stesso Escapologo nella prima parte del suo elaborato le considera affini) i compensi per lavoro subordinato sono considerati non deducibili per l’imprenditore. Per converso le somme sono considerate non tassabili da parte del percettore. L’operazione pertanto così configurata è fiscalmente neutrale e priva di vantaggio fiscale ma, ricorrendone i presupposti, sarebbe tuttavia il caso di valutate la costituzione di una impresa familiare.

Nel caso in cui il coniuge sia dipendente di una società che fa capo all’imprenditore le somme corrisposte (oltre, ovviamente, a contributi, accantonamenti, ecc..) sono naturalmente deducibili così come le somme corrisposte a qualsiasi altro dipendente ma questo non costituisce certo un segreto per gli operatori del settore, anzi è la condizione naturale per chi lavora presso un’azienda.

Così come la possibilità di includere il coniuge nella compagine sociale per godere di aliquote impositive più basse è una (delle tante) valutazioni che gli imprenditori fanno insieme al loro commercialista di fiducia in fase di costituzione di una nuova impresa o nel corso della vita sociale perché, è bene ricordarlo e non è un segreto, il legittimo risparmio di imposta inteso come l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento che consentono un minore onere tributario è un diritto per tutti i contribuenti riconosciuto in più occasioni anche dalla stessa Agenzia delle Entrate!

Infine, circa la possibilità di dedurre dal reddito un soggiorno in una SPA o il costo della locazione di un immobile giustificando il primo come il costo sostenuto per una riunione strategica aziendale ed il secondo come il costo sostenuto per l’esplorazione di un nuovo mercato, senza volersi soffermare nuovamente sul concetto di inerenza già ampiamente trattato nei commenti agli altri segreti, è bene ricordare che tale condotta espone l’imprenditore in sede di verifica al recupero dei costi indebitamente dedotti con aggravio di sanzioni ed interessi in quanto difettano del requisito di inerenza. Si assiste di frequente infatti a contestazioni da parte dei verificatori per costi relativi ad assemblee sociali tenute in corrispondenza o in prossimità del ferragosto e di altre feste comandate in località turistiche e/o in giorni festivi, anche laddove queste riunioni magari si siano tenute davvero e fossero davvero riunioni di lavoro! Figuriamoci quando, per la tipologia del luogo e per le persone coinvolte, si tratta con tutta evidenza di riunioni che di lavorativo hanno ben poco.

In conclusione in questo segreto non si ravvisa niente di più di quelle che sono le normalissime valutazioni che ogni imprenditore fa col proprio commercialista; con la differenza che il commercialista serio non vuol esporre il proprio cliente a rischi di sanzioni – che diventano certezze non appena arriva una verifica – e pertanto evita di consigliare comportamenti che rasentano il ridicolo e che basano la loro efficacia unicamente sull’elevata probabilità di non essere controllati.

Nessuna verità detenuta solo dall’Escapologo, nessuna formula magica, nessun uovo di colombo, solo qualche ovvietà e qualche imprecisione nonché l’ostinato tentativo di far rientrare sotto l’ombrello della deducibilità aziendale le spese personali dell’imprenditore.

A cura di Michele Petrizzo – ODCEC Sala – Lagonegro